Prima di tutto sono una Persona.
Ed è da qui che comincio.
Perché prima di qualsiasi professione, ruolo o progetto, ci siamo noi.
Con quello che abbiamo vissuto, con quello che abbiamo perso, con quello che abbiamo imparato e con tutto ciò che ancora non abbiamo capito.
Siamo il frutto di altre storie, di altre vite, di altre memorie.
Di ciò che abbiamo ricevuto, di ciò che abbiamo scelto di conservare e anche di ciò che, a un certo punto, abbiamo deciso di lasciare andare.
Sono una Persona che ha scelto di occuparsi di persone, perché qualcuno si è prima occupato di me.
È anche così che ho imparato che prendersi cura degli altri significa, inevitabilmente, continuare a prendersi cura di sé: conoscersi, riconoscere le proprie fragilità, attraversare ciò che ci accade e continuare a crescere.
ALCUNE ESPERIENZE CI CAMBIANO.
A volte ci portano lontano da ciò che pensavamo di essere.
Altre volte ci costringono a fermarci e a guardarci di nuovo.
E alcune ferite non smettono di far parte di noi.
Non sempre si cancellano.
A volte cambiano forma, cambiano significato e ci insegnano a guardare noi stessi e gli altri con occhi diversi.
Forse è ciò che porto nel mio lavoro: la vicinanza di chi sa che nessuno è mai soltanto ciò che gli è accaduto.
QUANDO INIZIA UNA TERAPIA, INIZIA UN VIAGGIO.
Non sappiamo esattamente dove ci porterà, quanto durerà né cosa incontreremo lungo la strada.
Non sappiamo nemmeno, all’inizio, di quali strumenti disponga la persona che abbiamo davanti.
Io porto i miei.
A volte sono sufficienti.
Altre volte no.
E allora il viaggio ci chiede di cercarne altri, di fermarci, di cambiare strada.
Possiamo incontrare risorse che non sapevamo di avere, pezzi da raccogliere con cura, muri davanti ai quali fermarci, porte che forse abbiamo lasciato aperte troppo a lungo.
Possiamo perderci, attraversare una tempesta o semplicemente non sapere più da che parte andare.
Non posso sapere in anticipo quale sarà la strada. Posso però scegliere di percorrerla insieme.
È da qui che comincia il mio lavoro.
Prima verso di sé.
Poi verso l’altro.